Huang Zhen ha chiuso per un giorno il suo bar ed è andato a farsi travolgere da un tifone artificiale. Indossava una muta, un casco e aveva accanto un istruttore, ma il vento è stato comunque abbastanza forte da farlo cadere.
Huang era uno dei partecipanti a un corso del Lvxing Disaster Simulation Training Center di Hangzhou, nella Cina orientale. Per 1.599 yuan, circa 235 dollari, il centro ricrea le condizioni di tifoni, alluvioni urbane e inondazioni improvvise.
Nel simulatore dedicato ai tifoni, vento e pioggia raggiungono una velocità di 165 chilometri orari. In un’altra sezione vengono liberate 900 tonnellate d’acqua per imitare una piena in montagna; in una città artificiale i partecipanti devono invece attraversare 400 tonnellate d’acqua, che può arrivare fino alle spalle.
Il centro sostiene di essere il primo al mondo dedicato specificamente all’addestramento contro i tifoni. Dalla sua apertura, nel maggio 2025, ha ricevuto più di 160 mila persone. Nei prossimi tre anni dovrebbero aprirne altri cinque, con esperienze dedicate anche a incendi e terremoti.
La domanda è aumentata dopo il passaggio del tifone Bavi, che ha provocato gravi allagamenti e costretto milioni di persone a evacuare. Per luglio il Centro climatico nazionale cinese prevede fino a sei tifoni, contro una media di 3,8.
Dopo aver costruito macchine capaci di gettare a terra le persone per insegnare loro a sopravvivere, il responsabile del centro ha comunque dato il consiglio più semplice: durante un tifone, la cosa migliore è non uscire di casa.



