AgentsJuly 2026

Su TikTok i medici che non esistono fanno milioni di visualizzazioni

Alcuni avatar sostenevano che dormire vicino al telefono, usare deodoranti o scaldare alimenti nella plastica potesse provocare il cancro

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Un uomo in camice racconta di avere consigliato per anni ai suoi pazienti lo “Hyalethinap Plus Pro Max”. Secondo lui, il prodotto aiuta il corpo a generare molecole contro l’invecchiamento e contrasta perdita dei capelli, fragilità delle unghie, indebolimento della pelle e dolori articolari. Il problema non è soltanto che l’uomo non è un medico: non esiste. E non risulta esistere nemmeno il prodotto.

È uno dei casi individuati da Hallam, un’agenzia britannica di marketing digitale che ha analizzato 1.198 video apparsi tra i principali risultati di TikTok per ricerche legate alla salute, alla finanza e all’istruzione. Nei contenuti sanitari esaminati, il 40 per cento dei video era stato generato o assistito dall’intelligenza artificiale. Per la ricerca “health tips” la percentuale saliva all’84 per cento. I principali video sanitari e medici prodotti con l’AI nel campione avevano ottenuto in media 2,5 milioni di visualizzazioni.

Alcuni avatar sostenevano che dormire vicino al telefono, usare deodoranti o scaldare alimenti nella plastica potesse provocare il cancro. Altri proponevano Coca-Cola e cipolla come rimedio contro il dolore. La tecnologia rende economico produrre la falsa informazione, ma soprattutto permette di generare tutto ciò che dovrebbe renderla credibile: il volto maturo, il camice, la voce sicura, il lessico clinico e perfino un passato professionale inventato.

La ricerca non descrive l’intera piattaforma. Hallam ha selezionato i primi cinquanta risultati per una serie di termini e resta un’agenzia con interessi commerciali, non un ente accademico indipendente. TikTok ha contestato la rappresentatività dello studio e ha dichiarato di rimuovere la disinformazione sanitaria dannosa, anche quando è prodotta con l’AI. Gli esempi sottoposti dal Guardian sono stati eliminati. La piattaforma richiede inoltre di contrassegnare i contenuti realistici generati artificialmente.

L’etichetta, però, risolve soltanto una parte del problema. Nei social l’autorevolezza è sempre stata anche una rappresentazione: un tono, un’inquadratura, un abito, un titolo esibito sullo schermo. L’AI ha trasformato questa scenografia in una risorsa illimitata. Non serve più trovare un medico disposto a vendere una falsa cura. Si possono inventare insieme la cura, il medico e i pazienti che sostiene di avere curato.

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