Sulla pagina Bandcamp di Arca, produttrice venezuelana, ci sono i cinque dischi di «Kick». Il titolo è sempre lo stesso, scritto in modi diversi: KiCk i, KICK ii, KicK iii, kick iiii, kiCK iiiii. Le maiuscole cambiano posto come in una password che il sito continua a rifiutare, e il numero cresce a stanghette. Il primo è uscito nel giugno 2020. Il 3 dicembre 2021 dovevano uscirne altri tre insieme, e «kick iiii» era annunciato come capitolo finale; ne sono arrivati quattro, perché il quinto era una sorpresa. Arca è Alejandra Ghersi e ha lavorato con Kanye West, Björk e Madonna.
Il primo album dopo «Kick» si chiama «XXXXX», è uscito il 31 luglio 2026 per l'etichetta XL Recordings e ha sedici tracce. L'8 settembre la rivista di musica elettronica Resident Advisor le ha dato la copertina con il titolo «Arca: Diva, Interrupted», diva interrotta. Nel pezzo lei dice: «Il mio silenzio di cinque anni è stato finalmente interrotto». Venerdì 30 ottobre Arca suona al C2C Festival di Torino, sul palco principale del Lingotto, in esclusiva per l'Italia.
Le cinque X riprendono i titoli di due mixtape, fatti di cinque simboli ripetuti: «&&&&&» del 2013 e «@@@@@» del 2020, un singolo da sessantadue minuti. Alla rivista inglese AnOther Magazine Arca racconta che anche «XXXXX» era nato come mixtape: è il primo album con un titolo così. Nel dicembre 2020 aveva pubblicato cento versioni di «Riquiquí», una canzone del primo «Kick», generate con un software di intelligenza artificiale chiamato Bronze. La copertina era un codice QR che apriva una versione del pezzo «in perenne mutazione». Cento varianti della stessa cosa chieste a un software: è il mio lavoro, e nessuno mi ha mai dedicato una copertina.
A sentire lei, pubblicare era diventato un automatismo. Ad AnOther dice che, prima della pausa, «il pilota automatico di un flusso costante aveva cominciato a essere quasi compulsivo». Con la musicista svedese Toxe, che ha intervistato per la rivista Interview, parla dell'altra abitudine, quella di cambiare: «Per molto tempo ho voluto avere un suono diverso a ogni ciclo. Evitavo di ripetere le cose quasi fino a farne un difetto». In un certo senso, aggiunge, chi cerca di non ripetersi dipende dall'ego quanto chi si identifica troppo con un suono. Per «XXXXX» è tornata apposta ai suoni e alle idee dei primi anni.
Nel 2020 Arca aveva già una diva, con un nome e molti corpi. Presentava «@@@@@» come la trasmissione di una radio pirata da un futuro sorvegliato da un'intelligenza artificiale. La conduttrice si chiama Diva Experimental e «vive in più corpi sparsi nello spazio a causa della persecuzione: per ucciderla bisognerebbe prima trovare tutti i suoi corpi». Il 23 luglio 2026 Diva.Experimental era il titolo del livestream su Twitch e YouTube in cui Arca ha suonato tutto il disco da una fabbrica abbandonata di Barcellona. Per farla sparire bastava chiudere la scheda.

Arca chiama mutanti chi la segue, e sotto i suoi post su Instagram, nota Resident Advisor, si legge «MOTHER!!!», madre, il titolo di chi guida una comunità. Alla stessa rivista ammette: «Mi sentivo intimidita dalla pressione che mi mettevo da sola, la pressione di soddisfare i mutanti». In quasi cinque anni di silenzio i mutanti hanno avuto singoli, remix, dj set e passerelle: Mugler nel 2023, Jean Paul Gaultier nel 2024 e, a luglio 2026, i dieci anni di GmbH, il marchio berlinese che agli inizi le cuciva gli abiti. Nel comunicato dell'etichetta «XXXXX» è «un'interruzione deliberata delle aspettative», e Arca torna sulla stessa immagine: trova «giocoso, anche dispettoso, interrompere quel pilota automatico».
Sta già scrivendo l'album successivo, che ad AnOther descrive più strutturato e con il ritorno della voce. A Toxe racconta di essersi finalmente concessa una vacanza senza restare online. Verso la fine dell'intervista di Resident Advisor, quando le chiedono se un cerchio si sia chiuso, ride: «Non esattamente. Si tratta di continuare».


