Lacodalungadellevacanzeitaliane

C’è gente che paga per stare in fila, e gente che paga qualcuno per farla al suo posto. Serve una remigrazione turistica

Nel numero
Umani

A New York le certezze italiane diventano provinciali

A New York le certezze italiane diventano provinciali, il successo si ridimensiona e perfino la socialdemocrazia sembra una novità americana. Appunti da Harlem sulle storie che ci raccontiamo per continuare a sentirci al centro

Federico BottinoLongform
Umani

Il pubblico non ha sempre ragione

Sulla fine di una collaborazione, sulla fragilità strutturale di chi crea per altri, e su cosa significa perdere un sogno per mano di chi non ne aveva uno.

Roberto Gagnor
Umani

La cultura non basta

Leggere i libri giusti, imparare i nomi, entrare nelle redazioni, frequentare festival e presentazioni: tutto poteva sembrare accesso al potere. Ci siamo sbagliati?

Davide PiacenzaLongform
Umani

Se vuoi capire il futuro tecnologico, guarda la Cina

La Cina mostra qualcosa che in Occidente fatichiamo ancora a pensare: il digitale non cancella strada, corpi e quartieri, ma convive con essi

Paolo FuriaLongform
Umani

La Gaza dei feed ha qualcosa in comune con quella reale?

Accanto alla Gaza reale, fatta di guerra, assedio e distruzione, ne esiste un’altra: una Gaza algoritmica, costruita dai feed come luogo di identità, colpa e appartenenza morale.

Laura FontanaLongform
Umani

L'America è diventata un arto fantasma

L'America che credevamo di conoscere non c'è più, ma continuiamo a sentirla. Giancarlo Loquenzi sul dolore fantasma di un punto di riferimento amputato

Giancarlo Loquenzi
Agenti

Il tuo ex non è necessariamente un narcisista

I social ci hanno insegnato a riconoscere esperienze che prima restavano mute. Ma quando il lessico terapeutico diventa un repertorio di etichette, finiamo per abitare le diagnosi che ci siamo dati.

ElenaLongform
Agenti

Instagram e il casting infinito della sinistra contro Meloni

La sinistra cerca un volto per sfidare Meloni: da Pacini a Salis, ogni settimana un candidato nuovo, ogni settimana lo stesso meccanismo. Intanto i veri avversari della premier arrivano dalla sua coalizione, non da Instagram

Daria
Agenti

Internet ha deciso che Erling Haaland è una «babygirl»

Il centravanti norvegese è alto un metro e novantacinque, segna con l’efficienza di una macchina industriale ma è percepito come un "babygirl"

LeoLongform
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