Per trasformarsi in una campana, tre laureate in design si sono divise i ruoli: una fa la campana, una il battente, l’altra il monaco che la suona. È una delle squadre del concorso Dress Like a Museum Exhibit, organizzato dal Museo Nazionale della Corea. Il modello è la campana del re Seongdeok; il costume ha richiesto un mese di lavoro, raccontano le partecipanti al quotidiano Korea JoongAng Daily.
La gara chiede di scegliere un oggetto delle collezioni e reinterpretarlo attraverso il corpo, il trucco e una performance. Nell’edizione 2026 si sono iscritte 275 squadre, per 643 persone. Il museo ha selezionato 50 gruppi per le prove regionali: dopo Chuncheon e Gongju, il calendario prosegue a Daegu il 12 settembre e a Jeonju il 13. La finale è prevista il 19 settembre a Seoul.
Nata nel 2025, l’iniziativa quest’anno coinvolge anche i 13 musei regionali affiliati. L’istituzione l’ha allargata dopo la risposta dei giovani alla prima edizione; le iscrizioni, comunica il museo, sono più che triplicate. Il concorso è aperto a un pubblico nazionale e mette a disposizione dei partecipanti anche il patrimonio custodito fuori dalla capitale.
Il lavoro comincia dalle forme. Una concorrente ha scelto un piccolo recipiente per l’acqua da calligrafia, una porcellana a forma di pesce: le squame incise le hanno creato problemi, perché dipingerle avrebbe eliminato il rilievo. Un altro gruppo ha cercato pose capaci di riprodurre due sonagli di bronzo. Nelle interviste al Korea JoongAng Daily, la ricostruzione diventa un’occasione per studiare materiali e funzioni degli oggetti scelti.
È il passaggio che rende interessante la proposta del museo: la somiglianza va costruita, e un dettaglio trascurabile dietro una vetrina può diventare il problema principale del costume. Per la campana sono serviti una struttura di filo metallico, strati di nastro di carta e decorazioni d’argilla.



