Per girare le scene in mare di The Odyssey, Christopher Nolan ha evitato il più possibile teatri di posa e fondali digitali. Attori e troupe hanno trascorso mesi a bordo della Draken, una nave di legno costruita in Norvegia secondo tecniche tradizionali e capace di affrontare l’oceano. Le riprese si sono svolte nel Mediterraneo, al largo dell’Islanda e nel Mare del Nord, con il vero equipaggio della nave vestito da comparsa.
In una giornata del luglio 2025, davanti alle coste scozzesi, le condizioni erano particolarmente difficili. Nolan aveva valutato di rinviare il lavoro, ma gli era stato assicurato che uscire in mare sarebbe stato sicuro, anche se sgradevole. Le onde hanno presto fatto stare male diversi attori non protagonisti, ripresi mentre si aggrappavano alle balaustre e vomitavano.
Invece di interrompere la lavorazione, Nolan ha chiesto al direttore della fotografia Hoyte van Hoytema se fosse possibile continuare a filmare. Gli interpreti hanno accettato e il materiale è finito nel montaggio. Il regista ha raccontato che quella giornata, insieme «favolosa e miserabile», ha prodotto alcune delle inquadrature che preferisce nel film.
Matt Damon, che interpreta Ulisse, ha descritto la produzione come fisicamente estenuante. Sulla nave non esistevano trattamenti privilegiati: durante le tempeste Nolan rimaneva al freddo e sotto la pioggia insieme al resto della troupe.
L’episodio riassume bene il metodo con cui Nolan ha adattato il poema di Omero. Per mostrare uomini sfiancati da un viaggio in mare non ha chiesto agli attori di fingere meglio il malessere: li ha portati su una nave vera e ha aspettato che il mare facesse il resto.
