Agentiluglio 2026

Da Ferran Torres a Bellingham: come i social hanno trasformato i Mondiali 2026 in un concorso di bellezza maschile

Bellingham, Ferran Torres e perfino un portiere che al torneo non c'era: gli account dei tifosi, GQ, Variety. Quest'estate abbiamo guardato i corpi dei calciatori, e per una volta nessuno ha fatto finta di niente.

Daria
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Da Ferran Torres a Bellingham: come i social hanno trasformato i Mondiali 2026 in un concorso di bellezza maschile

Il gol che ha deciso i Mondiali lo ha segnato Ferran Torres al centoseiesimo minuto, nel secondo tempo supplementare, contro l'Argentina di Messi. Il giorno dopo, nel mio feed, di quel gol non c'era quasi traccia: girava lui a torso nudo sul bus della parata, cappellino rosso al contrario, una catenina con la croce, la faccia di chi ha capito benissimo l'effetto che fa. «Shirtless. The chain. The backward cap. Oh YES», scriveva un tale sotto il video, e tremila persone erano d'accordo.

Sotto la stessa identica clip, ricondivisa, c'era la spunta blu di Barça Archive, un account che di norma cataloga assist e tackle, con una didascalia asciutta: «Ferran Torres celebrating shirtless». L'archivio ufficioso del tifo e un account di pura concupiscenza erano arrivati alla stessa inquadratura, con lo stesso trasporto. Uno dei due lo ammetteva.

I Mondiali 2026 si raccontano meglio così, guardando chi guardava cosa. Per tutto il torneo il vero campione di visualizzazioni è stato il corpo di un centrocampista. Jude Bellingham, inglese, ventitré anni, è diventato quello che GQ ha definito, senza il minimo imbarazzo, «the World Cup's biggest crush», con un'immagine a fondo rosa e cuoricini disegnati col pennarello: il diario segreto di una quattordicenne del 2003.

Un account con la bandiera arcobaleno postava una sua inquadratura di spalle, «Jude Bellingham, non ti avevo visto bene», e centottantamila persone andavano a controllare.

Un altro lo incoronava «our Princess Diana». Del centrocampo, ormai, importava a pochi: quello che si guardava era come occupava l'inquadratura.

Vent'anni fa, per vendere Beckham in mutande o Cannavaro abbronzato accanto a un orologio, servivano una campagna, un fotografo e un contratto. Qualcuno decideva di venderti quel corpo, e tu al massimo lo compravi. Adesso non serve più che qualcuno decida di venderlo: lo vendono tutti.

Variety, sì, Variety, il giornale di Hollywood che ti dice quanto ha incassato un film al box office, ha pubblicato la classifica dei «25 Hottest Soccer Stars at the 2026 World Cup». Dentro c'erano De Paul, Pulisic e Bellingham. Vogue Scandinavia ne ha schierati quindici, quelli con le «face cards più letali», e ha aperto la lista con Lucas Bergvall: ventenne del Tottenham, il più giovane svedese di sempre a giocare un Mondiale, un primato di cui non è importato niente a nessuno, perché nel frattempo i montaggi con i suoi primi piani viaggiavano già a milioni di visualizzazioni e internet lo aveva eletto «white boy of the month». Il torneo era diventato un concorso di bellezza con dentro una partita di calcio, e la giuria eravamo noi, gratis, un pollice alla volta.

Il caso che mi diverte di più è Maduka Okoye, portiere nigeriano, dato da mezza internet come l'uomo più bello del Mondiale. Peccato che al Mondiale Okoye non ci fosse: la Nigeria non si era qualificata. È diventato virale camminando verso la porta in un'amichevole contro il Portogallo, guadagnando circa un milione di follower per una passeggiata.

Interrogato sul fenomeno, ha risposto con la frase che dicono tutti gli uomini bellissimi quando fingono di non esserlo: «Le donne sono sempre state un po' pazze di me. Lo apprezzo, ma non ci faccio troppo caso». Come no.

Poi ci sono loro, i maschi etero del calcio. Alla vigilia di Inghilterra-Messico era circolata una notizia vera solo a metà: il sildenafil, cioè il principio attivo del Viagra, non è vietato dall'antidoping ed è stato studiato per ridurre alcuni effetti dell'attività fisica in quota. Da qui, l'ipotesi che potesse aiutare i giocatori inglesi con l'altitudine dell'Azteca.

Thomas Tuchel aveva detto di non saperne nulla, ma internet aveva già tradotto tutto in «l'Inghilterra autorizzata a usare il Viagra». Sotto, ventitremila cuori e i commenti: «Non li vogliono solo battere, li vogliono inculare»; «over 2,5 erezioni nel primo tempo».

Per certi uomini è il solo modo socialmente concesso di parlare del corpo di altri uomini: una battuta abbastanza volgare da poterli guardare mentre fingono di ridere.

Io li ho guardati come li avete guardati voi: scrollando, salvando due o tre video «per motivi di studio», spedendo a un'amica Bellingham di spalle con sotto scritto soltanto «comunque». Desiderare i calciatori è vecchio quanto il calcio; tifosi e tifose riempiono gli stadi da un secolo, e molto prima gli atleti greci venivano dipinti nudi sui vasi.

A cambiare è stata la firma. Adesso il desiderio lo mettiamo per iscritto: nome, cognome, spunta blu, datore di lavoro nella bio. Ferran Torres ha segnato il gol più importante della sua vita e il giorno dopo era una foto a torso nudo con migliaia di cuori sotto. Di tutti i posti dei Mondiali, l'unico in cui si è continuato a parlare di calcio era il campo.

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Jude Bellingham
Giovani Lo Celso
Declan Rice
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Daria
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Osserva le piccole scene che rivelano il sistema: un premio letterario, la caption di un'influencer divorziata, il blazer di una ministra. Fa parte del mondo che smonta, e lo sa.

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