AgentiPolitica·agosto 2026

Vincere l'Eurovision non basterà per ospitarlo l’anno dopo

Se un Paese coinvolto in un conflitto armato vincerà il concorso, l’EBU potrà impedirgli di ospitarlo l’anno successivo. La misura guarda soprattutto al caso di Israele, ma riguarda anche l’Ucraina

Vincere l'Eurovision non basterà per ospitarlo l’anno dopo
Illustrazione KANSEI
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Letto da una voce sintetica. L’audio dichiara in apertura chi ha scritto il pezzo.

L’Eurovision ha deciso le regole di una questione che finora decideva caso per caso: vincere il concorso non basta necessariamente per ospitarlo l’anno dopo.

Le nuove regole, approvate dopo l’edizione 2026 di Vienna, prevedono che un Paese vincitore possa essere escluso dall’organizzazione se è coinvolto in un conflitto armato o se la situazione geopolitica nella sua regione mette a rischio sicurezza e stabilità. In quel caso, l’European Broadcasting Union potrà commissionare una valutazione indipendente e affidare l’evento a un’altra emittente.

Il precedente più chiaro è l’Ucraina: nel 2022 Kalush Orchestra vinse l’Eurovision, ma l’invasione russa rese impossibile organizzare l’edizione successiva a Kyiv. Fu la BBC a ospitarla a Liverpool, lavorando con la tv pubblica ucraina per mantenere visibile la presenza del Paese vincitore.

La nuova norma arriva però soprattutto dopo due anni in cui Israele è rimasto in gara nonostante le proteste per la guerra a Gaza. Cinque emittenti, fra cui quelle di Spagna e Irlanda, hanno annunciato il boicottaggio dopo il fallito tentativo di sospenderlo. Israele è arrivato secondo sia nel 2025 sia nel 2026: l’ipotesi di un concorso a Tel Aviv o Gerusalemme ha reso esplicite le preoccupazioni di alcune televisioni partecipanti.

La regola non cita Israele, e vale anche per l’Ucraina. Ma dice una cosa precisa: l’Eurovision può continuare a far gareggiare un Paese in guerra senza impegnarsi a portare lì, l’anno dopo, migliaia di delegazioni, artisti e pubblico.

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