Apprezza una guida accessibile agli impieghi dell’AI, con esempi concreti e attenzione alla supervisione umana. Rileva anche le conseguenze del cambiamento per lavoratori esperti e principianti.
Co-Intelligence
Living and Working With AI
- Editore
- Portfolio / Penguin
- Uscita
- 2024
- Pagine
- 256
- ISBN
- 9780593716717
- Lingua
- Inglese
Traduzione italiana
L’intelligenza condivisa. Vivere e lavorare insieme all’AI ↗
- Autore
- Ethan Mollick
- Editore
- Luiss University Press
- Collana
- Pensiero libero
- Uscita
- 2025

La tesi
Mollick chiama «co-intelligenza» la collaborazione con i modelli linguistici: sistemi capaci di dialogare senza essere umani o coscienti. Dopo due capitoli su funzionamento e allineamento, propone quattro principi: invitare l’AI al tavolo, restare l’umano nel circuito, assegnarle un ruolo e considerare provvisorie le capacità degli strumenti attuali.
L’orizzonte dichiarato è pratico e di breve periodo. Il libro esamina anche copyright, lavoro, bias e rischi dell’automazione; la domanda che lo guida è come usare questi sistemi mantenendo competenze e responsabilità umane.
Introduzione · capitoli 1–3
Come ci arriva
- Menti aliene. I primi due capitoli spiegano l’addestramento dei modelli e il problema dell’allineamento, dai bias ai jailbreak. Mollick distingue l’incertezza sul funzionamento interno dagli esperimenti su ciò che i sistemi sanno fare.
- Quattro principi. Il cuore operativo del libro: invitare l'AI al tavolo, restare nel circuito, assegnarle una persona, assumere che sia la peggiore che userai mai. Regole per l'utente, non per il legislatore.
- Ruoli e conseguenze. I capitoli successivi considerano l’AI come persona, creativa, collega, tutor e coach, poi discutono quattro scenari futuri. Mollick alterna esperimenti, aneddoti didattici e istruzioni, distinguendo risultati osservati da possibilità ancora da realizzare.
- Quattro scenari. In chiusura, quattro scenari possibili: capacità ferme al livello attuale, crescita lenta, crescita esponenziale o superintelligenza. Non sono previsioni certe; Mollick insiste sul ruolo delle decisioni umane nel determinare gli usi della tecnologia.
Capitoli 1–9
Ricezione critica
Kirkus, Pöppe e Kennedy apprezzano la chiarezza della guida e l’attenzione al controllo umano. Robinson e Nichols ne sviluppano soprattutto l’utilità didattica: gli esempi aiutano a sperimentare, mentre l’apprendimento richiede ancora competenze e responsabilità umane. Kirkus Reviews · Christoph Pöppe · Kara Kennedy · Katrina Robinson · Garth Nichols
Le riserve riguardano il passaggio dall’uso individuale alle scelte collettive. Ridley trova poco definito chi deciderà la direzione dell’AI; Waks chiede strumenti per un’educazione politica dei cittadini. Blechinger formula una critica più netta: i problemi etici sarebbero riconosciuti senza essere affrontati a fondo. Michael Ridley · Leonard J. Waks · Joel Blechinger
La metafora della persona divide le letture. Per Nichols rende concreto il dialogo con gli strumenti; Ridley e Blechinger la considerano fuorviante. Pöppe e Ridley convergono inoltre sul rischio che gli esempi invecchino rapidamente, pur valutando diversamente il valore complessivo del libro. Garth Nichols · Michael Ridley · Joel Blechinger · Christoph Pöppe
Le fonti 8
Considera superficiale il confronto con i problemi etici e contraddittorio il ricorso all’antropomorfismo. Contesta l’equivalenza fra creatività e produzione di idee, pur riconoscendo chiarezza alla spiegazione delle allucinazioni.
Raccomanda il libro per la chiarezza tecnica e i consigli applicabili alla formazione giuridica. Sottolinea il problema dell’apprendistato: automatizzare i compiti iniziali può togliere ai futuri professionisti occasioni per imparare.
Apprezza la guida pratica e comprensibile, soprattutto l’invito a controllare sempre i risultati. Considera più vaghe le pagine sul futuro e riconosce quanto rapidamente possano invecchiare gli esempi tecnologici.
Ritiene accessibili e in buona parte utili le quattro regole, ma contesta la metafora della persona e la superficialità degli scenari futuri. Trova poco definito chi possa decidere collettivamente la direzione dell’AI.
Riconosce l’utilità delle istruzioni concrete per gli educatori. Gli manca però una proposta altrettanto concreta per formare cittadini capaci di intervenire sulle conseguenze sociali e sulla direzione politica dell’AI.
Lo consiglia come introduzione leggibile. Apprezza la trasparenza sull’uso dell’AI nella scrittura e l’attenzione alle competenze umanistiche, presentate come risorse per utilizzare gli strumenti senza perdere voce e capacità proprie.
Raccomanda il libro agli insegnanti per gli esempi e l’esperienza didattica di Mollick. Trova convincente il collegamento fra sperimentazione, competenze di base e responsabilità umana nell’uso dell’AI.