AgentiTecnologia·3 settembre 2026 · 18:17

La Commissione europea considera ChatGPT dei motori di ricerca molto grandi

La designazione impone a OpenAI di valutare e ridurre i rischi sistemici del servizio. Il confronto tra giuristi e difensori dei diritti digitali riguarda quanto questa vigilanza potrà coprire anche le risposte generate dal chatbot.

Sam Altman al TED, 2025. Foto: Steve Jurvetson / Wikimedia Commons, CC BY 2.0 (creativecommons.org/licenses/by/2.0/). Ritaglio e rielaborazione glitch con AI.
Sam Altman al TED, 2025. Foto: Steve Jurvetson / Wikimedia Commons, CC BY 2.0 (creativecommons.org/licenses/by/2.0/). Ritaglio e rielaborazione glitch con AI.Illustrazione KANSEI
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Il 31 agosto 2026 la Commissione europea ha designato ChatGPT come Very Large Online Search Engine, o VLOSE: cioè lo considera un motore di ricerca online di dimensioni molto grandi ai sensi del Digital Services Act, il regolamento europeo sui servizi digitali.

La designazione apre una vigilanza rafforzata. OpenAI Ireland Limited, che fornisce il servizio nell’Unione, ha quattro mesi dalla notifica per adeguarsi agli obblighi che derivano da questa decisione. Dovrà valutare e ridurre i rischi sistemici, legati al funzionamento del servizio su larga scala, compresi quelli per i minori e il benessere mentale, sotto la supervisione della Commissione.

Per essere designato come grande motore di ricerca ai sensi del DSA, un servizio deve raggiungere almeno 45 milioni di utenti attivi medi mensili nell’UE. Per ChatGPT search, OpenAI ne ha dichiarati circa 159,1 milioni nel semestre terminato il 31 marzo 2026. Il dato riguarda la ricerca online, mentre nell’elenco della Commissione il servizio designato compare con il nome più ampio di ChatGPT.

La distinzione conta perché ChatGPT può sia cercare pagine sul web e riassumerle, sia generare risposte senza consultare internet. Se la vigilanza riguardasse soltanto la ricerca, alcuni rischi legati alle conversazioni potrebbero restarne fuori.

È la preoccupazione di Christel Schaldemose, eurodeputata danese che ha partecipato alla negoziazione del DSA. A Politico segnala il rischio di legarsi emotivamente al chatbot fino a dipenderne e quello di funzioni che condizionano le scelte degli utenti o li spingono a continuare a usarlo, soprattutto se minorenni.

Per capire se questa lacuna esista occorre esaminare le motivazioni della designazione. Il testo integrale della decisione su ChatGPT risulta ancora non disponibile nell’elenco della Commissione dei servizi soggetti alla vigilanza rafforzata. Anche il giurista dell’Università di Amsterdam João Pedro Quintais ha scritto di attenderne la pubblicazione.

Daniel Leufer, responsabile delle politiche sulle tecnologie emergenti di Access Now, organizzazione per i diritti digitali, accoglie la designazione perché può rendere più trasparenti il funzionamento di ChatGPT e i rischi per i diritti degli utenti. Chiede attenzione ai filtri sulle richieste e sulle risposte: dal rifiuto di trattare un argomento al modo in cui viene riformulato, queste scelte influenzano le informazioni che le persone ricevono.

Il giurista Tobias Mast, del Leibniz-Institut für Medienforschung di Amburgo, ritiene difendibile la scelta di considerare ChatGPT un motore di ricerca. La definizione del DSA ammette risultati in qualsiasi formato: secondo Mast, anche una risposta conversazionale può rientrarvi. Molte norme, però, sono state costruite per servizi che distribuiscono contenuti altrui e si adattano con più difficoltà a un chatbot che genera i propri.

Su X, Lazar Radic, docente di diritto a IE University ed esperto di concorrenza all’International Center for Law & Economics, critica le regole che fanno scattare obblighi in base alle dimensioni dei servizi. Richiama il potere di mercato, centrale nell’antitrust: la capacità di condizionare la concorrenza. Nel DSA, la soglia di utenti risponde a un’altra logica: un servizio molto diffuso può esporre molte persone agli stessi rischi, anche senza dominare il mercato.

OpenAI dovrà ora documentare i rischi del servizio e le misure adottate per ridurli. Per Mast, queste valutazioni dovranno considerare come le persone usano davvero ChatGPT, oltre ai risultati dei test in laboratorio.

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