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BootsCulture, il guardaroba che si chiama spogliatoio

L’archivio degli scarpini mette insieme ricordi e preferenze. Fra una Predator rieditata e un cuore sotto la foto, il gusto calcistico assomiglia molto al piacere di vestirsi.

BootsCulture, il guardaroba che si chiama spogliatoio
Illustrazione KANSEI
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BootsCulture ha dato agli scarpini da calcio un archivio in cui si possono cercare per anno e dichiarare belli con un cuore. Le schede riportano il modello e la combinazione di colori; un pulsante invita ad aggiungerli al proprio armadietto. L’ordine può essere quello delle novità oppure «In hype», cioè dei modelli al centro dell’attenzione. Ci sono tutti gli elementi per perdere tempo davanti a un guardaroba, con il vantaggio di poter dire che ci si sta occupando di calcio.

La parola scelta per lo spazio personale è Locker Room, spogliatoio. Il manifesto del sito vi associa i ricordi degli appassionati: una scarpa può rimandare a una partita, conservare il legame con una stagione della propria vita. È una promessa che funziona anche per un vestito. A incuriosirmi è la diversa rispettabilità che può assumere lo stesso interesse: se un uomo considera frivolo discutere di abiti, quanto deve essere precisa la sua descrizione di una Predator perché si accorga di avere un gusto? Il colore è già un buon inizio. La nostalgia gli permette inoltre di desiderarlo con una ragione sentimentale, molto più presentabile di una semplice voglia di scarpe.

Sarebbe comodo fermarsi qui e distribuire diagnosi a chi gioca a calcetto. Uno scarpino ha però un uso che richiede attenzione, e un archivio può aiutare a distinguere i modelli. La cura per un oggetto non dimostra che chi lo possiede stia cercando un pretesto. Può interessargli come è fatto e piacergli da morire quella linguetta. Il secondo motivo merita di essere preso sul serio quanto il primo; chiamarlo moda dovrebbe risparmiargli una giustificazione tecnica, anziché aggiungergli un’imputazione.

La linguetta della Predator Mania è una buona candidata a questo trattamento. Nel settembre 2024 adidas ne ha riproposto la versione nera e rossa; Outpump raccontava che per la campagna Alessandro Del Piero aveva rifatto la posa del 2002, mordendo uno scarpino. Un ex calciatore che cita sé stesso mentre torna in vendita la sua scarpa: al cliente viene offerta perfino la stessa immagine con cui desiderarla.

Può esserci il ricordo di un campione, oppure il piacere molto attuale di quella combinazione di colori. Davanti alla stessa scarpa qualcuno cercherà una soluzione per giocare e qualcun altro un oggetto da guardare. L’armadietto li può ospitare entrambi. Per la seconda attività, almeno, i tacchetti sono superflui.

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