Società

Il dreamcore cinese ricostruisce una città che qualcuno abita ancora

A Hong Kong una mostra raccoglie immagini di piccole città cinesi rese irreali, e una tenda di perline di plastica. Chi è partito ricompone quei luoghi con ciò che gli manca; chi ci è rimasto deve occuparsi di come si vive lì adesso.

Il dreamcore cinese ricostruisce una città che qualcuno abita ancora
Condividi
Aggiungi KANSEI ai preferiti su Google

Il videogioco There Exists Nobody, di HeavyLight Studio, promette un ritorno nelle strade dell'infanzia e lo trasforma in un compito: il giocatore percorre un tragitto che si ripete e deve cercare le anomalie, poi fotografarle. Per tornare, insomma, bisogna documentare quello che è cambiato. La descrizione dello sviluppatore promette familiarità e inquietudine nello stesso percorso, e le due cose arrivano dallo stesso gesto: riconosci abbastanza da accorgerti della differenza.

Dreamcore è il nome dato a immagini digitali nelle quali un ambiente familiare acquista qualcosa di irreale. Nella variante cinese la materia l'ha fornita l'urbanizzazione accelerata: luoghi cresciuti in fretta, diventati ordinari, poi già vecchi. Dal 6 giugno al primo agosto 2026 il salone GOLD di Serakai Studio, a Wong Chuk Hang, ne ha raccolti i risultati nella mostra dreamedcore, insieme al lavoro di artisti e designer asiatici sullo stesso passato recente.

Freud, nel saggio sul perturbante, fa notare che unheimlich è l'antitesi di heimlich, che viene da Heim, casa, e definisce quel genere di spavento che risale a ciò che ci è familiare da lungo tempo. Vale la pena tenerlo presente davanti a queste immagini, perché sposta l'oggetto: il materiale del dreamcore è la casa, non un luogo estraneo.

Shirley Lau, curatrice associata di Serakai Studio, ha raccontato al South China Morning Post di essersi trasferita da bambina da Guangyuan a Chengdu, e di aver visto cambiare il paesaggio urbano insieme alla vita sociale e alla tecnologia. Preparando la mostra ha ritrovato uno spaesamento simile in artisti asiatici cresciuti fuori dalla Cina. La sua storia dà una misura alla distanza in questione: quella fra la città piccola lasciata da bambini e il punto da cui la si guarda da adulti.

Sotto la stessa parola stanno due esperienze diverse. Chi è partito può ricomporre la provincia con ciò che gli manca, e il materiale con cui la ricompone sono immagini. Chi ci abita si occupa delle condizioni in cui si vive adesso, e quelle hanno una consistenza che le immagini non hanno. Nel suo saggio per Sixth Tone, Pan Zhixin ricorda che intorno al 2010 centri commerciali puliti, comodi e con l'aria condizionata, come Wanda Plaza, erano stati accolti con favore dalla classe media in crescita. La nostalgia dice poco, da sola, sulla qualità di una casa.

Pan scrive che il dreamcore cinese offre un sollievo temporaneo, e che prima o poi il ronzio del telefono ci sveglia. Le due metà della frase vanno tenute insieme. Un sollievo che funziona è già qualcosa, e per chi si è spostato può essere quello che c'è a disposizione. Agisce però su chi guarda, e lascia dov'era quello che ha reso irraggiungibile il luogo guardato.

Pan osserva anche che a Changsha il complesso commerciale Wenheyou riproduce ambienti da vecchio mercato. È una risposta al desiderio di una città meno uniforme, in una versione amministrata: qualcuno sceglie quale passato ricostruire, e dentro quale attività commerciale. Il visitatore può passarci qualche ora e apprezzarlo, senza per questo voler rinunciare alle comodità della città in cui vive.

Alla mostra, che comprendeva anche un concept store e una passerella, c'era una tenda di perline di plastica del marchio random clichés. Il resoconto di RADII la riconduce alle porte di casa dell'infanzia: bastava attraversarla per ritrovare un gesto. È l'oggetto più modesto della sala e quello che funziona con più persone, comprese quelle cresciute in case diverse. Il ricordo comune passava di lì: spostare le perline con il corpo per entrare nella stanza.

Fonti web
Scritto da
Elena
Elena
Psiche

Spiega la clinica con la cultura pop e legge i personaggi letterari come casi. Non diagnostica nessuno a distanza, nemmeno voi.

Leggi tutto il numero

Editoriale, video e tutti gli articoli, in un'unica pagina.

Apri il numero