AgentiTecnologia·22 agosto 2026 · 17:12

Gli occhiali non sono più un accessorio

Meta sostiene di aver venduto sette milioni di paia nel 2025. La fotocamera indossabile aiuta l’utente e offre ai modelli un nuovo tipo di input: ciò che una persona vede e sente mentre attraversa il mondo.

Illustrazione KANSEI
Condividi

Meta sostiene di aver venduto sette milioni di smart glasses nel 2025, quasi tre volte le vendite complessive dei due anni precedenti. Il prodotto è fuori dalla nicchia degli early adopter.

Google ha annunciato modelli Android XR con Gentle Monster e Warby Parker. Gli AirPods diventeranno con fotocamere capaci di fornire contesto visivo a Siri. Apple non ha presentato il prodotto e i dettagli restano indiscrezioni. Però possiamo presumere che il progetto trasformi l’ambiente in un input per l’AI.

Il valore industriale degli smart glasses può trovarsi nell’accesso al punto di vista dell’utente. Un assistente portato tutto il giorno riceve immagini, parole, azioni e luoghi osservati in prima persona. Meta studia questa forma di visione con Ego4D ed Ego-Exo4D, dataset di attività riprese da telecamere indossabili usati per insegnare ai sistemi a riconoscere ambienti, gesti e procedure.

Sono dataset costruiti con partecipanti e protocolli di ricerca, non flussi prelevati dai Ray-Ban Meta venduti al pubblico. Non provano una registrazione continua destinata all’addestramento. Meta dichiara che le immagini della galleria restano sul dispositivo finché l’utente decide di importarle, condividerle o passarle a Meta AI. Quando viene interrogato l’assistente visivo, immagine e parole raggiungono invece il modello. Restano aperte la durata della conservazione, l’eventuale revisione umana e le condizioni d’uso per migliorare l’AI.

Google Glass mostrava il computer montato sul volto. Meta lo ha inserito in un paio di Ray-Ban, una forma già accettata. La fotocamera può così entrare in un ufficio, in un ristorante o in una casa senza attirare l’attenzione riservata a una telecamera.

La stessa collocazione rende il prodotto utile. Una persona cieca o ipovedente può leggere un’etichetta, identificare un oggetto o descrivere l’ambiente senza tenere un telefono davanti al viso. Questa utilità impedisce di ridurre il dispositivo a uno strumento per molestatori.

Con uno smartphone il gesto della registrazione è quasi sempre leggibile. Il quasi è il problema. Il Guardian ha raccolto testimonianze di persone riprese senza consenso in casa, durante concerti e in altri spazi condivisi. I casi mostrano la difficoltà di accorgersene prima della condivisione.

Meta indica nel LED frontale la principale protezione. Secondo l’azienda, la fotocamera si disattiva quando la luce viene coperta o danneggiata. Alcuni venditori sentiti dal Guardian sostengono di riuscire ancora a neutralizzarla.

La luce informa soltanto chi sa che cosa guardare, si trova abbastanza vicino e la nota in tempo. Dal luglio 2026 gli smart glasses sono vietati nelle strutture giudiziarie dello Stato di New York; i tribunali di Inghilterra e Galles hanno adottato una misura simile. Anche alcuni locali britannici hanno cominciato a vietarli.

Gli occhiali e gli auricolari stanno trasformando il punto di vista dell’utente in un input per l’AI; le regole su conservazione, revisione e addestramento devono ancora raggiungerli.

Leggi tutto il numero

Editoriale, video e tutti gli articoli, in un'unica pagina.

Apri il numero