Almeno nove scuole tra Florida, Georgia e Colorado stanno installando piccoli droni progettati per intervenire durante una sparatoria.
I velivoli saranno custoditi in contenitori distribuiti all’interno degli edifici. Quando un insegnante preme un pulsante d’emergenza, un operatore verifica l’allarme e prende il controllo da remoto. Secondo il produttore, il primo drone può raggiungere l’aggressore in circa quindici secondi.
I droni sono costruiti per attraversare i corridoi, rompere le finestre non rinforzate e seguire una persona dentro la scuola. Possono accendere luci stroboscopiche, emettere sirene, produrre forti esplosioni sonore e sparare palline o gel al peperoncino. Volando a quasi cento chilometri orari, possono anche essere scagliati direttamente contro l’aggressore.
Non sono autonomi e non dovrebbero scegliere da soli chi colpire: saranno pilotati da professionisti che osservano le immagini trasmesse dalle telecamere. Attraverso un altoparlante potranno parlare con l’aggressore, dare indicazioni agli insegnanti oppure guidare la polizia fino alla sua posizione.

La tecnologia è stata provata nelle simulazioni, ma non è mai stata utilizzata durante una vera sparatoria. Deltona High School, in Florida, ha installato trentanove droni; altri istituti riceveranno i sistemi durante il prossimo anno scolastico. I programmi pilota pubblici costano circa mezzo milione di dollari per Stato.
L’azienda dice di essersi ispirata ai piccoli droni impiegati nella guerra in Ucraina. L’obiettivo non è necessariamente fermare l’aggressore, ma confonderlo e rallentarlo durante i primi minuti, in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Dopo metal detector, telecamere intelligenti e porte blindate, la scuola americana sta importando anche una tecnologia dal campo di battaglia.



