Una traduzione estone di John le Carré. Una specifica edizione di Agnes Grey. Il numero di ottobre 1983 della rivista Warship. Libri sugli attrezzi agricoli africani del Settecento e biografie di piloti automobilistici degli anni Cinquanta.
Da maggio librerie dell’usato nel Regno Unito e in Irlanda ricevono ordini che sembrano assemblati estraendo titoli a caso da un catalogo.
Un libraio britannico, che ha chiesto di restare anonimo, dice di aver ricevuto ordini per 6.000 volumi da gennaio. Gli acquirenti comprano grandi quantità, pagano il prezzo richiesto senza domandare sconti e usano identità difficili da ricostruire. Ordini apparentemente distinti sono stati consegnati allo stesso gruppo di magazzini vicino all’aeroporto di Heathrow.
I librai non sanno chi stia comprando i libri né per quale scopo. La loro ipotesi è che almeno una parte degli acquisti finisca nell’industria dell’intelligenza artificiale: volumi cartacei comprati per essere digitalizzati e trasformati in dati di addestramento.
Un precedente esiste. Anthropic ha acquistato milioni di libri fisici, spesso usati, per costruire una biblioteca digitale. I fornitori incaricati dall’azienda ne hanno rimosso le rilegature, tagliato e scansionato le pagine e poi eliminato le copie cartacee. L’operazione è emersa dai documenti di una causa sul copyright.
Questo non dimostra che Anthropic, o un’altra società di AI, sia responsabile degli ordini descritti dai librai. Alcuni dei titoli richiesti, tra cui I viaggi di Gulliver, sono già disponibili gratuitamente online.
Per ora i fatti si fermano qui: migliaia di libri vengono acquistati, gli ordini convergono in alcuni magazzini e nessuno degli acquirenti ha spiegato che cosa intenda farne.


