Politica

Bally Bagayoko, il sindaco che accompagna le proteste dei liceali

Cresciuto a Saint-Denis e amministratore locale da oltre vent’anni, aveva già denunciato a Macron le carenze delle scuole. Le sue dichiarazioni sulla violenza hanno provocato una segnalazione del prefetto alla giustizia.

Bally Bagayoko durante la manifestazione dei liceali a Parigi, 6 ottobre 2026. Foto: Kenzo Tribouillard / AFP (via RTL).
Bally Bagayoko durante la manifestazione dei liceali a Parigi, 6 ottobre 2026. Foto: Kenzo Tribouillard / AFP (via RTL).
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Il 6 ottobre, durante la manifestazione dei liceali a Parigi, Bally Bagayoko è stato raggiunto dai lacrimogeni. Nei video si vede il sindaco di Saint-Denis in difficoltà, mentre gli versano negli occhi del siero fisiologico. La mattina, intervistato dalla radio RTL, aveva annunciato che sarebbe tornato in piazza per chiedere al governo di aprire un confronto con i ragazzi: «I liceali sono miei abitanti».

Bagayoko appartiene a La France insoumise, il partito della sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon. Il 15 marzo 2026 ha vinto le elezioni comunali al primo turno con il 50,77 per cento dei voti espressi. Amministra Saint-Denis, a nord di Parigi, unita dal gennaio 2025 alla vicina Pierrefitte-sur-Seine. Dal 21 aprile presiede anche Plaine Commune, l’organismo che riunisce diversi comuni del territorio.

Nato a Levallois-Perret da genitori di origine maliana, si è trasferito a Saint-Denis a due anni e ha frequentato il liceo Paul-Éluard. Suo padre lavorava nell’industria automobilistica. Bagayoko ha studiato all’università Paris-8, lavorato come quadro alla RATP, l’azienda dei trasporti parigini, e giocato a basket a livello semiprofessionistico. È poi diventato allenatore nella società sportiva della città.

Nel 2001 è entrato nell’amministrazione del sindaco comunista Patrick Braouezec. L’anno successivo è diventato assessore; nel corso dei mandati si è occupato anche di giovani, sport e inserimento lavorativo. Nel 2008 è stato eletto nel consiglio del dipartimento della Seine-Saint-Denis. Ha partecipato alla campagna presidenziale di La France insoumise nel 2017 e si è candidato a sindaco nel 2020: arrivato terzo, è rimasto all’opposizione fino alla vittoria di quest’anno.

Bagayoko aveva già denunciato le carenze delle scuole al presidente francese Emmanuel Macron. Il 15 aprile gli ha consegnato una lettera in cui denunciava 33 chiusure di classi previste per l’inizio dell’anno scolastico 2026 e la mancanza di personale per accompagnare gli alunni con disabilità. Chiedeva inoltre sostegno per l’emergenza abitativa e maggiori risorse per i servizi pubblici.

Sono problemi che Bagayoko ha ripreso nell’intervista del 6 ottobre a RTL: carenza di insegnanti e risorse, edifici deteriorati, difficoltà con Parcoursup, il sistema francese di accesso all’istruzione superiore. Ha sostenuto che il governo debba riconoscere le rivendicazioni dei giovani e rispondere con provvedimenti politici, mentre La France insoumise sostiene la mobilitazione.

La partecipazione ai cortei lo ha esposto anche alle contestazioni sul ruolo del suo partito nelle proteste. La settimana precedente aveva dichiarato che la violenza «può essere legittima», pur dicendo che andrebbe evitata. Il prefetto di polizia ha segnalato le sue parole alla giustizia, riferisce RTL. Il 6 ottobre Bagayoko ha ribadito: «Disapprovo totalmente la violenza». Ha però difeso la frase precedente richiamando gli episodi di violenza che hanno accompagnato le conquiste sociali nella storia francese.

Nel corteo parigino ha chiesto a Macron e al ministro dell’Interno Laurent Nuñez di annunciare l’apertura di negoziati con le organizzazioni dei liceali.

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