A Guebwiller, in Alsazia, durante il blocco della scuola due liceali si sono seduti dentro un cassonetto, con un costume da Spider-Man e una maschera di Batman. La didascalia della foto, sul quotidiano L'Alsace, aggiunge che i gendarmi li hanno controllati. A Mantes-la-Jolie, davanti al liceo Saint-Exupéry, c'erano Dark Vador e un dinosauro. Adam, che rappresenta gli studenti, condannava i mortaretti e spiegava alla Gazette en Yvelines che alla fine li avevano presi per bambini che volevano divertirsi. Il dinosauro sta nello stesso articolo, poche righe sopra.
Vatican News, il portale d'informazione della Santa Sede, ha titolato «Francia a ferro e fuoco». Gli scontri ci sono stati, con fermati e agenti feriti. KANSEI ha raccontato le ragioni dei licei nel pezzo su Bally Bagayoko, il sindaco di Saint-Denis che va ai cortei.
Secondo l'Associated Press, il 13 settembre 2004 Jason Hatch, 33 anni, vestito da Batman, è salito su un cornicione di Buckingham Palace, accanto al balcone della famiglia reale. Ci è rimasto più di cinque ore. Lo striscione diceva «Superdads of Fathers 4 Justice»: il gruppo chiedeva più diritti di custodia per i padri divorziati o separati. La polizia l'ha calato con una gru: è sceso senza la maschera, con un casco bianco in testa.
Il 1° gennaio 1994, il giorno in cui entrava in vigore l'accordo di libero scambio nordamericano, gli zapatisti del Chiapas dichiararono guerra all'esercito messicano. Nel marzo 1995 una lettera firmata dal subcomandante Marcos spiegava perché si coprivano il volto: chi governava li aveva dimenticati, e «para que nos vieran, nos tapamos el rostro», per farsi vedere. Cinque anni dopo Naomi Klein, in un articolo sul Globe and Mail, scriveva che a ogni manifestazione comparivano più cloni di Marcos, e gruppi chiamati Ya Basta! da Cincinnati a Milano.
Il 26 febbraio 2021 l'ambasciatore del Myanmar all'ONU, Kyaw Moe Tun, ha chiuso il discorso contro il colpo di stato con tre dita alzate. È il saluto dei film di Hunger Games, diventato in Myanmar un segno di sfida per la democrazia; la giunta l'ha licenziato il giorno dopo. Nel settembre 2025 a Kathmandu un uomo appendeva la bandiera pirata di One Piece mentre bruciava un complesso governativo, e il primo ministro del Nepal si è dimesso davanti alle proteste. Nel manga i pirati di Cappello di Paglia si ribellano a un mondo ingiusto e sfidano poteri corrotti.
Nel 2025 sono arrivati i gonfiabili. Ad Antalya, durante le proteste per l'arresto del sindaco di Istanbul, un Pikachu è stato filmato mentre scappava dalla polizia. Trump annunciava truppe per la «war ravaged» Portland, e davanti all'edificio dell'immigrazione si presentavano rane, unicorni e dinosauri. Secondo i manifestanti sentiti da NBC, i costumi servivano a smentire il ritratto di Portland come zona di guerra. Jordy Lybeck, che con Operation Inflation regalava i costumi, ha raccontato in un'intervista che volevano inquinare le riprese dei droni federali. Si chiedeva come si possa chiamare terroristi persone che stanno accanto ad animali gonfiabili. Lybeck, da ragazzo, era la mascotte del suo liceo.
A Torino gli studenti hanno occupato diversi istituti. Il Kollettivo Studentesco Autonomo, legato al centro sociale Askatasuna, ha scritto in un comunicato, riportato dall'ANSA il 6 ottobre, che sui social i contenuti della rivolta francese costruiscono «un immaginario di rivalsa collettiva». Il Post osservava che da noi le richieste degli studenti sono più o meno le stesse, ma è «meno radicata la cultura della protesta a oltranza, anche violenta». La maschera, però, qui ha un limite: la legge 152 del 1975 vieta «in ogni caso», nelle manifestazioni, qualunque mezzo che renda difficile riconoscere una persona. Chi lo usa rischia l'arresto da due a tre anni, che sia un passamontagna o la maschera di Spider-Man.
