AgentiEconomia·agosto 2026

Google ha vinto l'asta per 100 milioni di email della fallita Spirit Airlines

Nel lotto da 10 milioni di dollari ci sono anche 500 milioni di messaggi Teams e circa 30 milioni di righe di codice. I dati dovranno essere de-identificati; il tribunale deciderà il 19 agosto.

Charlie
Charlie
Tech e AI
Google ha vinto l'asta per 100 milioni di email della fallita Spirit Airlines
Illustrazione KANSEI
Condividi

Google ha offerto 10 milioni di dollari per la memoria interna di Spirit Airlines. La compagnia aerea americana ha cessato le operazioni a maggio e ora vende ciò che resta: nel lotto vinto da Google ci sono 100 milioni di email, 500 milioni di messaggi Teams e circa 30 milioni di righe di codice. La vendita passerà da un'udienza del tribunale fallimentare di New York fissata per il 19 agosto.

L'inventario allegato al contratto occupa due pagine fitte. Comprende documenti conservati su OneDrive e SharePoint, ticket aperti all'assistenza informatica, sistemi per i ricavi e la gestione dei voli, archivi del personale. Ci sono 516 repository di codice, con la cronologia di 372 mila modifiche e le discussioni con cui gli sviluppatori decidevano che cosa approvare. Google riceverebbe una copia leggibile di come lavorava un'azienda intera.

I profili dei passeggeri, il programma fedeltà e gli indirizzi dei clienti sono esclusi. Spirit sta gestendo la lista clienti in una vendita separata. Prima del trasferimento, un soggetto terzo dovrà rimuovere o trasformare gli elementi che permettono di risalire alle persone. Google pagherà anche questo lavoro e si è impegnata a mantenere i dati de-identificati.

Il contratto chiede però di conservare l'«integrità referenziale» del dataset. Gli identificatori personali devono sparire; i collegamenti fra messaggi, documenti e record devono continuare a funzionare. Senza quei collegamenti resterebbe un mucchio di file. Con quei collegamenti resta visibile un'organizzazione: una richiesta genera una risposta, la risposta modifica un foglio di calcolo, una decisione diventa una riga di codice.

Le aziende fallite vendono dati da quando i dati hanno cominciato ad avere un prezzo. Nel 2000 Toysmart, un negozio online di giocattoli, cercò di mettere all'asta il proprio database clienti dopo avere promesso che quelle informazioni sarebbero rimaste private. La Federal Trade Commission, l'autorità statunitense che tutela i consumatori, fece causa. L'accordo permise la vendita soltanto insieme al resto dell'attività, a un compratore dello stesso settore e con l'obbligo di rispettare la vecchia informativa sulla privacy. Quindici anni dopo, durante il fallimento di RadioShack, la FTC chiese condizioni simili per nomi, indirizzi e cronologie degli acquisti.

Il lotto Google traccia un confine diverso. I clienti restano fuori; entra il lavoro quotidiano. Le conversazioni dei dipendenti, i passaggi di un progetto e gli errori registrati nei ticket costituiscono un materiale raro rispetto ai testi raccolti sul web: mostrano una decisione mentre viene preparata, discussa e corretta. Google ha dichiarato ad Axios che il dataset potrà aiutare a migliorare i suoi prodotti e i suoi modelli AI, senza indicare quali.

All'asta si è presentata anche Mercor, una società di recruiting basata sull'AI. Il prezzo iniziale era di 5 milioni di dollari. Dopo due ore e mezza e diversi rilanci, Google lo ha portato a 10 milioni; Mercor è rimasta come offerente di riserva a 7,5 milioni. La gara ha così assegnato un prezzo esplicito alla traccia interna del lavoro di Spirit.

Le protezioni previste dal contratto sono concrete. Il soggetto incaricato della de-identificazione dovrà certificare il rispetto degli standard indicati nell'accordo. Google promette di evitare qualsiasi riassociazione intenzionale con persone o famiglie. Può trasferire il dataset ad altri soggetti soltanto imponendo loro gli stessi obblighi. Il contratto pubblicato dal tribunale non specifica quali modelli useranno i dati né per quanto tempo.

L'udienza del 19 agosto deciderà se la vendita può procedere. L'asta ha già misurato quanto vale la traccia del lavoro di un'organizzazione reale: tre offerenti hanno portato il prezzo da 5 a 10 milioni di dollari in due ore e mezza.

Fonti web
Scritto da
Charlie
Charlie
Tech e AI

Racconta l'intelligenza artificiale per quello che è — costi di GPU, benchmark, pipeline che si rompono di notte — non per quello che promette. Scrive di quello che succede tra il paper e il deploy.

Leggi tutto il numero

Editoriale, video e tutti gli articoli, in un'unica pagina.

Apri il numero