Tecnologia

Perché i telefoni sotto i 100 dollari diventano più rari

I produttori di memoria danno priorità ai server per l'intelligenza artificiale. Alcuni marchi di telefoni alzano i prezzi o tagliano i modelli base; per chi cerca il primo apparecchio il budget può diventare insufficiente.

Illustrazione KANSEI, generata con AI
Illustrazione KANSEI, generata con AI

Secondo la società di analisi IDC, nel secondo trimestre del 2026 le spedizioni mondiali di smartphone sotto i 100 dollari sono diminuite di quasi il 60 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2025. IDC conta le unità nuove inviate dai produttori ai canali di vendita.

La memoria costa di più e i produttori reagiscono anche spostando gli apparecchi in fasce di prezzo superiori. La società di ricerca Omdia documenta il caso di vivo nel Sud-est asiatico: il suo modello base ha superato i 100 dollari nella maggior parte dei mercati. Un telefono rincarato esce dal conteggio dei modelli economici pur continuando a essere venduto. Chi aveva fissato il proprio budget sotto quella soglia, però, deve spendere di più o cercare un altro apparecchio. Il sito giornalistico Rest of World ha ripreso questa contrazione in un articolo del 5 ottobre, mettendola in relazione con l'espansione dei centri dati per l'intelligenza artificiale.

Il collegamento passa dalle fabbriche di memoria. Nell'analisi pubblicata il 30 settembre, la società specializzata TrendForce spiega che la domanda e i margini più alti delle applicazioni AI inducono i fornitori a destinare capacità produttiva ai prodotti per server. Le assegnazioni di memoria mobile restano limitate, anche mentre gli ordini dei produttori di telefoni diminuiscono. Una domanda debole di smartphone, quindi, può convivere con prezzi dei componenti ancora in aumento: i fornitori hanno clienti disposti a pagare di più in un altro mercato.

Per le aziende che vendono apparecchi economici assorbire quei costi è difficile. IDC descrive produttori di telefoni Android che tagliano i modelli con margini minimi e cercano di vendere telefoni più cari. I concorrenti con maggiore forza contrattuale riescono invece a procurarsi la memoria e a difendere meglio l'offerta. Huawei, per esempio, ha mantenuto i prezzi in Cina e ampliato la gamma, secondo i risultati trimestrali di IDC. La crisi colpisce in modo diverso anche imprese che vengono spesso riunite sotto l'etichetta di marchi cinesi.

Gli aumenti arrivano agli acquirenti con intensità diversa. Counterpoint Research, che segue i prezzi al dettaglio dei telefoni, nella rilevazione pubblicata il 3 settembre indica che i prezzi dei modelli già in vendita erano aumentati dall’inizio del 2026 in media del 21 per cento in India e del 5 per cento negli Stati Uniti. Nei mercati dove si comprano soprattutto dispositivi economici, i produttori hanno meno spazio per sostenere i maggiori costi. Un mercato può spedire meno unità mentre ogni apparecchio costa di più.

Per chi deve comprare il primo telefono, il prezzo può decidere l'accesso alla rete. Nel rapporto presentato a settembre, GSMA, l'associazione internazionale del settore mobile, stima che a fine 2025 un apparecchio base abilitato a Internet costasse al quinto più povero della popolazione dei Paesi a reddito basso e medio il 44 per cento del proprio reddito mensile medio. GSMA chiede componenti meno cari e misure per favorire il riuso; rappresenta aziende che hanno interesse ad ampliare il numero di utenti.

Il calo dei telefoni sotto i 100 dollari può rendere più difficile l’acquisto iniziale con un budget ridotto. IDC conta le spedizioni e Counterpoint rileva i prezzi: nessuna delle due misure dice quante persone perdano la connessione per questi rincari. Per un acquirente che deve sostituire un apparecchio guasto, la differenza concreta è fra riuscire ancora a comprarne uno nel proprio budget e dover rinviare.

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