Arte

Due studiosi attribuiscono a Manet un disegno conservato in una collezione del Nord Italia

Sul retro c'era il nome del pittore; agli ultravioletti, con il contrasto aumentato, un timbro sbiadito mostra le lettere «E.M». L'attribuzione è dello storico dell'arte Francesco Baccanelli e della curatrice Emily Beeny; chi cura il catalogo delle opere di Manet non ha ancora esaminato il disegno.

Édouard Manet, Il vecchio musicista (1862), dettaglio. Secondo gli autori dello studio, la bambina a sinistra potrebbe essere legata al disegno attribuito a Manet. National Gallery of Art, Washington, Chester Dale Collection / Open Access, CC0. Ritaglio.
Édouard Manet, Il vecchio musicista (1862), dettaglio. Secondo gli autori dello studio, la bambina a sinistra potrebbe essere legata al disegno attribuito a Manet. National Gallery of Art, Washington, Chester Dale Collection / Open Access, CC0. Ritaglio.
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Ai piedi di una bambina accovacciata ci sono pochi tratti di sanguigna, la matita rossa, che secondo chi ha studiato il foglio potrebbero essere un libro aperto, o forse una rana. Il disegno misura 21,8 per 18,7 centimetri ed è quadrettato a grafite: la griglia serviva a trasportare la figura in una composizione più grande. In basso a destra c'è un timbro rosso sbiadito quasi fino a sparire. Agli ultravioletti, in una foto con il contrasto aumentato, gli studiosi che lo hanno esaminato leggono due lettere, «E.M», e vi riconoscono il timbro dell'atelier di Édouard Manet.

Il foglio sta in una collezione privata del Nord Italia, «piccola e poco nota» secondo lo storico dell'arte Francesco Baccanelli. Baccanelli è specialista di dipinti e stampe del Seicento e del Settecento, soprattutto lombardi e veneti. Durante una visita, ha raccontato al quotidiano britannico Guardian, il proprietario gli ha mostrato un'iscrizione con il nome di Manet sul retro del cartone su cui il disegno è montato. Secondo Baccanelli, nessuno storico dell'arte l'aveva mai studiato.

Baccanelli ne ha mandato una foto a Emily Beeny, curatrice capo della Legion of Honor, un museo di San Francisco. Molti le mandano opere che credono di Manet, ha detto Beeny, e questa è l'unica finora che le abbia dato subito la sensazione di riconoscerla. I due lo attribuiscono a Manet in un articolo pubblicato nel numero di ottobre del Burlington Magazine, una rivista di storia dell'arte.

Negli anni Trenta il disegno era già passato in due aste come opera di Manet. A Berlino fu messo all'asta nel febbraio 1933, una settimana prima dell'incendio del Reichstag, con una stima minima di 250 marchi. Lasciò presto la Germania e nel dicembre 1935 ricomparve in un'asta a Berna. Nel 1996, hanno riferito agli autori, gli attuali proprietari lo hanno acquisito da una collezione di Brescia, raccolta soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta da un parlamentare italiano che l'articolo non nomina.

Nei dipinti noti di Manet, scrivono gli autori, una bambina in quella posa non compare, nemmeno sotto la pittura. Si chiedono se il disegno fosse destinato al «Vecchio musicista», la grande tela del 1862 oggi alla National Gallery of Art di Washington. All'estrema sinistra del quadro c'è una bambina in piedi che secondo loro ha più o meno la stessa età e i capelli arrotolati ai lati allo stesso modo. Per Beeny potrebbe essere la stessa modella. Il Wildenstein Plattner Institute, che prepara il catalogo ragionato di Manet, cioè l'elenco commentato delle sue opere, non ha ancora esaminato il foglio.

L'iscrizione sul retro, a grafite ripassata a penna, copia in parte il catalogo di Berna e sbaglia la data dell'asta. Una seconda scritta, a inchiostro rosso, la indica con una freccia e dice in tedesco «Stimmt nicht», non è corretto, e rimanda al catalogo.

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