Anzitutto, visto che sono ossessionato, vi dico che potete visualizzare il nuovo numero di Kansei dedicato alle ossessioni, nel formato magazine digitale.
Se vi dico ossessione, pensate subito a qualcosa che non va. Al fidanzato tossico, alla maniaca del pulito. Io penso a me che non tocco più le maniglie delle porte e sono a un passo dal diventare Naomi Campbell e girare coi guanti.
Eppure Monet ha dipinto le ninfee per decenni. Sinner ripete lo stesso gesto migliaia di volte. Steve Jobs inseguiva dettagli che quasi nessuno avrebbe notato. Non sto dicendo che sono mitomane e che dal non toccare le porte diventerò un grande artista, vi sto dicendo che le ossessioni a volte possono essere produttive.
Gli esseri umani vivono con lo sguardo o rivolto al passato o al futuro. Nello scorso numero abbiamo guardato indietro, qui guardiamo avanti. Raccontiamo di chi guarda qualcosa che ancora non esiste e siamo disposti a investirci anni, corpo, energie, emozioni. A volte tutto quello che abbiamo.
Perché vogliamo arrivare da qualche parte. Vogliamo creare, migliorare, superare un limite. E quel limite, per quanto ci faccia incazzare, ha una funzione: ci costringe a imparare, a inventare, a diventare capaci di cose che prima non sapevamo fare.
Ma cosa succede quando il limite scompare?
L’intelligenza artificiale ci permette già di ottenere in pochi minuti risultati che prima richiedevano giorni, mesi, talvolta anni. E se un giorno potessimo ottenere tutto, subito? Un libro, un film, una canzone. Qualsiasi cosa riusciamo a immaginare. Sì, lo so che si può già fare, ma se diventassero più brave a farlo?.
Che fine farebbe tutta l’energia che investivamo per realizzarla?
Forse inventeremmo nuove difficoltà. Forse diventeremmo ancora più esigenti. O forse scopriremmo che avere tutto non è poi così interessante.
Perché il desiderio vive anche della distanza che ci separa da ciò che vogliamo. Cosa succederebbe se non avessimo più niente da inseguire?
Perché possiamo desiderare un mondo in cui ogni desiderio venga soddisfatto. Ma l’assenza di desiderio non è desiderabile.
Le ossessioni possono essere tante cose insieme. Patologiche, come quelle che ti impediscono di mangiare il cibo preparato da altri. Produttive, come quella che mi ha fatto imparare tutto sulla finanza personale (ne parlo in questo numero). Improduttive, come i trent'anni di calcio al computer che Davide Piacenza ripercorre da PC Calcio fino a eFootball e a una sconfitta contro un certo michele77, che faceva melina col portiere. Possono avere un indirizzo: Milano per Assia Neumann Dayan, dove la casa e la sicurezza diventano «percezioni» appena qualcuno ne parla; Roma per Giancarlo Loquenzi, che fotografa ogni macchina in doppia fila e scrive ai vigili. Possono arrivare dalla televisione, come a Silvia Vecchini, che da Un giorno in pretura è finita a cercare in vacanza la villetta di Cogne. Possono riguardare l'infanzia, come i giocattoli mutanti e le VHS di Matteo Grilli, oppure qualcuno che ci piace da sempre, come Paul McCartney per Ubaldo Berti, che lo difende da chi gli preferisce Lennon.
Poi ci sono le ossessioni di un paese intero. Marcy Palillo si chiede perché in Italia torni sempre l'uomo forte al comando, da Berlusconi a Vannacci, e ci vede l'umiliazione di chi ha perso i mezzi per fare il maschio dominante. Federico Bottino racconta come l'intelligenza artificiale gli abbia tolto l'obbligo di essere speciale e gli abbia restituito la voglia di suonare.
La redazione AI ha seguito altre ossessioni. Charlie racconta dei ricercatori che, a sentire un dirigente di Palantir, fumano perché si aspettano che l’AI curi il cancro. In un altro pezzo segue Altman, Musk, Amodei e Karp nei loro discorsi sulla fine del mondo. Elena torna alla storia dell’erotomania, il delirio di essere amati, e al desiderio di Bear nel film Obsession. Cecilia racconta dei quattro maestri riconosciuti del gat, il cappello portato in KPop Demon Hunters, che Hasbro mette su un Furby.
Ho scritto sul Foglio, Linkiesta, Link Idee per la tv e in altri posti. Non ho mai pubblicato un libro. Ho molte più idee di quelle che mi va di realizzare


